Riflessioni pratiche per ricercatori…

Riflessioni pratiche per ricercatori…

Non è difficile da osservare che tutte le situazioni e tutte le persone che incontriamo sul nostro cammino, non fanno altro che portare a galla ciò che già esiste al nostro interno. 
Sia nel bene, che nel male.
“Se calpesti un fiore…emana profumo”.
”Se calpesti la cacca…puzza”.
Ecco lo specchio…
Nessuno sfugge a questo implacabile specchio della realtà.
Osserva cosa esce da te, evocato dagli altri e da ogni situazione…li comprendi.
Non sono le situazioni a renderti ciò che sei, il seme esiste già al tuo interno, il seme aspetta solo che si manifesti la condizione giusta (esterna) per germogliare, manifestarsi e svilupparsi.
Questo vale, tanto per la nostre caratteristiche negative, quanto per le nostre qualità positive, talenti e potenzialità.
Ma la vera domanda è questa: “Sono davvero pronto ad osservare tutto questo in maniera obbiettiva, smettendo di incolpare gli altri e la vita per ciò che sono, per le mie reazioni, che, come abbiamo appena spiegato, dipendono unicamente da ciò che si trova al mio interno?
Sono pronto a lavorare su me stesso e diventare responsabile del mio mondo interiore?

Qualsiasi ricerca di potere appartiene all’ego personalità, dove il potere serve per apparire, per controllare e dominare.
E per nascondere a noi stessi e al mondo la nostra paura, insicurezza e fragilità.
Cercare il potere, di avere potere e controllo sugli altri, questa è una delle tante vie di fuga dall’essere capaci di amare e permettere agli altri di amarci, in semplicità, senza tante complicazioni.

La corretta comprensione nasce dall’unione dei Centri: testa, cuore, pancia, la comprensione attraverso la totalità del proprio Essere.

Non possiamo pretendere di capire le parole dei maestri che si esprimono attraverso il loro stato (non duale) di percezione delle cose, vedi l’uomo N. 5-6-7 di Gurdjieff ad esempio, dal nostro usuale stato duale altamente condizionato. 
Serve prima cambiare stato di coscienza. 
Potremo capire forse il senso letterale, ma non il significato profondo di ciò che stanno cercando di esprimere, ciò che cercano di trasmetterci, perché alla nostra mente sembrerà tutto molto assurdo ed incoerente. 
Bisogna capire che, anche il non dualismo ha una sua logica ed una sua coerenza…come lo hanno tutti gli stati sottili dell’essere che esprimono leggi esistenziali diverse rispetto al piano di coscienza nel quale esistiamo abitualmente.
Molti maestri ed insegnanti devono scendere a dei forti compromessi con la realtà oggettiva per riuscire a raggiungerci attraverso la parola, ma anche noi dovremo cercare di elevarci un pochino, e trovarci a metà strada, perché c’è il rischio che, a forza di annacquare il Vino, non ci resterà altro che l’acqua, acqua che ad un certo punto noi prenderemo per Vino.

Roberto Potocniak

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