Riflessioni per i ricercatori interiori…

Riflessioni per i ricercatori interiori…
  • La volontà armonizzata dell’uomo Conscio corrisponde a tre tipi di volontà che agiscono all’unisono formando graficamente un triangolo equilatero:
    1. una volontà attiva che agisce nel mondo, ma che non appartiene al mondo. Un angolo della base del triangolo equilatero.
    2. una volontà ricettiva che vede, sente e percepisce attivamente, sia dentro che fuori, e che mette in relazione il dentro con il fuori, il mondo interiore e il mondo esteriore. L’altro angolo alla base del triangolo equilatero.
    3. una volontà neutra, il testimone che ha una funzione equilibratrice ed armonizzatrice rispetto alle due funzioni attive e ricettive. L’angolo superiore del triangolo equilatero. 
  • Quale è il compito di una Scuola Evolutiva?
    Quello di insegnare alle persone a lavorare su se stesse per raggiungere il risveglio del proprio maestro interiore.
    L’esatto contrario del creare dipendenza dalle risposte altrui.
  • Nel lavoro su se stessi e nell’evoluzione della propria consapevolezza, bisogna essere costanti, perché anche le emozioni negative, l’inconsapevolezza e il sonno lo sono.
  • Statisticamente, da un indagine psicologica condotta anni fa, si è potuto verificare che la maggior parte delle persone tende piuttosto a credere in cose che non possono essere verificate, rispetto a quelle che possono essere verificate con un minimo di sforzo e di impegno.
  • Credo sia importante riflettere sul senso del condividere e del confrontarsi, nel senso che, partendo da un certo punto di vista, comprensione e visione, poi, nel confronto e nella condivisione, dovremo essere riusciti, nello scambio, ad acquisire dei nuovi punti di vista ed aver allargato la nostra visione includendo del materiale nuovo. 
    Un processo che, potremo forse dire, di tipo “inclusivo” e rimodellante della nostra usuale forma mentis. 
    L’obbiettivo primario del lavoro interiore o “formazione interiore” sopratutto nei primi stadi dove si cerca di imparare ad imparare, sarebbe quello di riuscire ad acquisire una certa flessibilità mentale ed un’apertura dell’intelligenza emozionale. 
  • Il lavoro pratico su se stessi, la Meditazione Attiva, comincia dal corpo, dal riconnettersi col proprio corpo, accettando ed amando il proprio corpo.
    Quando non siamo connessi col corpo, noi di fatto non siamo nel qui e ora, ma siamo in un tempo virtuale immaginario, lontani dalla vita reale, lontani dagli altri, lontani dall’amore e dalla coscienza.
    Tutto il lavoro parte dal corpo.
    Dalle radici del tuo Essere.
  • Inconsapevolezza…
    Se non sei cosciente dei messaggi sottili (emanazioni energetiche) che mandi attraverso il tuo inconscio e attraverso il tuo corpo, linguaggio non verbale, è naturale poi che non comprendi il perché tu continui ad attirare certi tipi di persone (che dici di non volere, attraverso quella piccolissima parte conscia che noi tutti abbiamo) nella tua vita, e questo vale anche per tutte le situazioni di cui ti lamenti.
    Non sei cosciente di ciò che semini, di ciò che metti in moto intorno a te, credi di esserne cosciente, ma non è così. Non ti conosci fino in fondo, dunque, metterai in moto sempre le stesse dinamiche, ed attirerai sempre le stesse situazioni.
    Bisogna che uno lavori a lungo su se stesso attraverso la Meditazione Attiva, ad esempio, per diventare consapevole di se stesso, ad ogni livello, allora egli diverrà libero di scegliere la sua vita.
  • Amare richiede la coscienza dell’Anima, richiede di avere un Anima e di essere Coscienti.
    Per amare serve essere “posizionati“ nell’Anima, non nel centro istintivo/motorio, non nel centro emotivo inferiore, non nella personalità di facciata, non in qualche vecchia ferita che sanguina ancora.
  • Tutto ciò che ha valore viene da dentro, dal tuo centro interiore…

Osserva da dove sorgono le tue azioni, le tue parole e i tuoi sentimenti; sorgono dalla superficie, dall’ego-personalità; sorgono da un vecchia ferita mai sanata; sorgono dai tuoi bisogni infantili inespressi…dal tuo passato non ancora concluso; o sorgono dal tuo essere interiore, dal tuo centro: amore, consapevolezza e beatitudine.
La qualità di ciò che manifesti, e la risposta del mondo che ricevi in cambio, dipende da dove ti sei posizionato.

  • Trasmettere un metodo/insegnamento senza trasmettere l’energia dell’insegnamento, questo non produce trasformazione. 
    Le parole, gli esercizi e le meditazioni, fatte senza la giusta “connessione superiore” sono solo ginnastica fisica e ginnastica intellettuale.
    Il latte per diventare formaggio ha bisogno del caglio, una sostanza catalizzatrice, fondamentale per dare l’avvio al processo Alchemico.
  • Non mi preoccuperei tanto dell’amore, ma piuttosto di svegliarmi.
    Non si accede all’amore vivendo da inconsapevoli in uno stato di continuo sonno/proiezione dove ci si risveglia momentaneamente solo quando accade una disgrazia o dopo un intensa sofferenza… e poi si ripiomba nel sonno profondo. 
    Oggettivamente parlando, non esiste la condizione necessaria per riuscire a connettersi con l’amore quando si vive come delle macchine (stimolo/risposta) altamente condizionate. 
    Una macchina non può amare…
    Un essere umano profondamente addormentato nella coscienza, carico di paure, carico di rabbia, carico di ansia e carico di ferite e di bisogni infantili irrisoli, non è nella condizione di poter amare, ma solo di trovare qualcuno a cui potersi attaccare. 
    Per amare, bisogna prima Essere, e per Essere, bisogna prima svegliarsi.
    Quando “dormi” al massimo puoi sognare l’amore, come un carcerato che sogna la delizia della libertà.
  • Roberto Potocniak

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