Riflessioni per i ricercatori…

Riflessioni per i ricercatori…
  • Ho bisogno di sapere che cosa desidero ottenere da questo Lavoro, e che cosa desidero da me stesso e dalla mia vita.

Scelgo di lavorare su me stesso per riuscire ad ottenere qualcosa.

Ma prima di tutto, devo aver chiaro che cosa desidero ottenere, ed allora l’energia seguirà la mia intenzione.

E di fatto, io non so che cosa desiderare finché non rifletto su me stesso.

E se desidero riflettere su me stesso, su che cosa desiderare, prima devo imparare a pensare con ordine e chiarezza.

Devo imparare ad osservare e a riflettere sul problema che desidero affrontare, e questo, per il tempo che serve, per tutto il tempo necessario, e il problema è: “Che cosa desidero da me stesso e dalla mia vita?”.

Senza un’impulso chiaro, limpido, sincero e ben diretto, l’energia continuerà a girare sempre negli stessi vecchi solchi viziosi.

Che cosa voglio ottenere da me stesso, dalla mia vita?

Da che cosa desidero liberarmi?

Che cosa desidero sviluppare per diventare un buon essere umano?

Che cosa desidero migliorare, equilibrare, tagliare o liberare?

Poi, mi devo chiedere: “Lo desidero veramente o questa è solo una delle tante idee che mi passano per la mente?

E quando mi sono chiarito, cosa che potrebbe prendermi da un giorno ad un anno o più, allora dovrò chiedere a me stesso: “Sono pronto a ‘pagare’ per questo, sono disposto a fare tutti gli sforzi necessari per raggiungere i miei obbiettivi, o desidero qualcosa ma non sono disposto a ‘pagare’ per ottenerlo?”.

È il desiderio di ‘pagare’ – la volontà di fare degli sforzi coscienti e dei sacrifici in tempo, risorse ed energia – che qualifica il livello di sincerità in un essere umano che desidera lavorare su se stesso per crescere al fine di realizzare il progetto: “L’UOMO COMPLETO – L’UOMO COSCIENTE – L’UOMO RISVEGLIATO – L’UOMO DI DIO”.

  • Lo scopo e direzione del Lavoro…
    Nel lavoro pratico su se stessi, non si nutre la personalità egoica, ma l’Essere Interiore.
    Perché molti arrivano al Lavoro senza esperienza e senza le giuste informazioni credendo che anche qui funzioni come li fuori nel mondo, che anche qui si nutra il bisogno di attenzione, di emozione e di considerazione: il senso distorto di auto-importanza, che è diverso dall‘aver fiducia in se stessi e nelle proprie potenzialità umane e possibilità.
    Lavoro su me stesso per sviluppare il mio Essere, per “fare anima” e per imparare a posizionarmi correttamente rispetto al mio ego e alle mie emozioni negative, armonizzando l’egocentrismo, l’avidita, l’attaccamento, la gelosia, l’invidia, la rabbia, la rigidità mentale, la chiusura del cuore, l’orgoglio e la vanità.
    E se il mio processo di crescita peggiora i miei rapporti con gli altri, forse sto sbagliando qualcosa.
    Forse sto nutrendo il mio ego, e non il mio Essere.
  • Quando lavoro su me stesso, devo ricordarmi che sto lavorando anche per gli altri, per migliorare la situazione generale, iniziando dalla qualità delle mie energie ed emanazioni, emanazioni che sono il risultato/conseguenza dei miei processi interni, positivi o negativi, perché ognuno di noi volente o nolente influenza le persone che ha intorno.

Se lavoro su me stesso, seriamente, allora potrò trasmettere un certa ‘forza armonizzante’ per aiutare gli altri, una forza che non è mia, ma che proviene dall’Alto, ma che posso ‘emanare’ grazie agli sforzi coscienti fatti lavorando su me stesso che hanno permesso una certa condizione interiore di forza, di stabilità e di coerenza della mia energia.

Colui che lavora su se stesso e che si perfeziona per amore dell’Esistenza e per amore del prossimo suo, egli riceve molto aiuto dalle Forze Superiori per la sua missione.

Troppe discussioni, troppi confronti, troppe esagerazioni, troppi litigi e poco equilibrio ed armonia, sono segno che ho deviato dal mio percorso di lavoro interiore.

Mi sono perso in un’ottava laterale discendente che non porta da nessuna parte. 

Devo osservarmi e ricordarmi di me stesso e dei miei scopi.

Non devo sprecare, per delle situazioni futili ed inconsistenti, tutte le energie preziose che ho accumulato grazie ai miei sforzi coscienti.

Esse mi servono per la mia guarigione, e per la mia crescita ed evoluzione interiore e spirituale.

Dobbiamo dare un senso a ciò che diciamo, a ciò che affermiamo. 
Quando parlo, devo essere sicuro che ciò che sto dicendo abbia un senso, che i miei pensieri abbiano senso, e che non siano delle associazioni meccaniche casuali che ‘sembrano’ avere senso solo perché “io-ego” sta dando voce al mio bisogno di scaricare energia.

Parlare coscientemente implica il pensare coscientemente, con ordine e chiarezza, distinguendo un’opinione da un fatto accertato, distinguendo l’immaginazione e l’associazione random di pensieri dal riflettere.

Pensare, riflettere, comprendere, richiede uno sforzo cosciente ben diretto.

La mente, se utlizzata bene, genera chiarezza, e mai confusione.

Diverso è quando si mischiano assieme: fretta ed ansia; il bisogno di dimostrare; la paura del giudizio; l’egocentrismo; la vanità; il desiderio di apparire interessanti agli occhi degli altri; il bisogno di dire qualcosa, qualsiasi cosa, pur di parlare e dire la propria; il bisogno di sentirsi parte della massa, di sentirsi accettati ed il bisogno di attenzione; dove tutto questo incontra ed interagisce a livello subconscio con nostri preconcetti; opinioni prese a prestito; paure; rabbia e risentimento; aspettative; immaginazione; ferite; credenze personali ed il sentito dire, tutto assieme nel frullatore delle nostre associazioni automatiche mentali… convinti di ricavarne ordine e chiarezza nella parola e nel pensiero.

Il pensiero e la comunicazione richiedono Coscienza, l’essere coscienti di che cosa si pensa e di che cosa esattamente si vuole comunicare, e, sopratutto, del perché lo si vuole comunicare, e a chi, e a quale scopo; questo differenzia la comunicazione cosciente dal bisogno di catarsi, dalla necessità di buttar fuori energia, tensione, frustrazione, tutta energia preziosa che serve per la nostra Alchimia interiore, e che dovrebbe essere trasformata e conservata per dei processi utili alla nostra crescita.

Centro Studi Umanistici

Leave a Reply

Your email address will not be published.