Riflessioni per i ricercatori…

Riflessioni per i ricercatori…
  • Un processo di crescita che sia realmente tale, comincia sempre con l’acquisizione del buon senso e con un certo lavoro sulla comprensione.
    Senza buon senso e senza comprensione, noi non saremo capaci di discriminazione, di valutare le cose per come sono – senza aggiungere o togliere nulla allo scopo di tirare l’acqua al nostro mulino – e di portarle fino in fondo per raggiungere i nostri obbiettivi.
    Buon senso, autodisciplina, responsabilità e sforzi gioiosi.
    Fare le cose con amore e solo per amore.
  • Qualsiasi cosa tu voglia raggiungere, realizzare o comprendere, dovrai prima armonizzarti con il principio che vibra in corrispondenza armonica.
  • Secondo la legge di causa/effetto, se qualcuno ti ha fatto del male, questo significa che tu, forse in questa vita o nelle vite precedenti, sei stato causa dello stesso male. 
    Questo dovrebbe insegnarci a diventare più consapevoli e più responsabili sul come ci relazioniamo con gli altri. 
    La legge del karma (negativo) si può manifestare tramite problemi di relazione, tramite malattie, tramite ostacoli. 
    Karma che si può purificare ovviamente lavorando su se stessi. La vita ti rimanda sempre ciò che hai immesso in essa, positivo e negativo. È solo questione di tempo.
  • È sempre il nemico interno che attiva ed attira quello esterno. 
    È sempre l’amore interno che attiva ed attira quello esterno.
    Ciò che accade fuori dipende da ciò che accade dentro.
    Ciò che accade in alto accade anche in basso.
    Libera il tuo mondo interiore e ti libererai anche dalla pastoie di quello esteriore.
  • Il ricercatore come ogni altro buon artigiano passa il suo tempo a togliere la polvere, a lucidare, e a calibrare i suoi strumenti, perché vuole che siano sempre ben puliti ed efficaci.
    E sta molto attento a non prendere una cosa per un altra.
    Chiarezza nella visione/percezione.
    Ordine e chiarezza mentale ed intuitiva.
    Equilibrio e chiarezza emozionale.
    Continua presenza nel corpo/coscienza.
  • Il tuo prossimo momento nascerà da questo, da come stai vivendo questo momento nel qui e ora. Non puoi pretendere che domani sia pace, se qui e ora stai seminando discordia. Non pretendere che domani sia amore, se qui e ora stai seminando rabbia e odio. Come vorresti sentirti domani, dipende da cosa scegli di essere qui e ora. A te il potere di scegliere.
  • Finché non risveglieremo la nostra consapevolezza ed il nostro sentire profondo dallo stato di sonno, e non cominceremo ad ascoltarci, ci sarà sempre il rischio di vivere meccanicamente nella paura e nella confusione spinti dalle masse da ogni parte e in ogni dove; un vivere passivamente senza alcuna direzione come delle foglie morte portate via dal vento, oppure, rischieremo di vivere attaccandoci a dei sistemi di credenze e a delle ideologie che ci dicano sempre cosa fare e cosa non fare, in che cosa credere e in che cosa non credere, cosa essere e cosa non essere.
    Per raggiungere uno stato di gioia e di libertà interiore dalla sofferenza e dai condizionamenti, serve rischiare di svegliarci dallo stato di sonno che ci attanaglia la Coscienza.
  • Io ti perdono…
    ll problema non sta nel perdonare, ma in quell’io…
    Chi perdona, perché perdona e come perdona?
    Stiamo parlando di un processo interiore cosciente, di una reale presa di coscienza, o di una semplice risposta meccanica, un rituale, un mezzo per non sentire più il dolore, per spingere il dolore non ancora metabolizzato sempre più in profondità in noi stessi?
    L’io non può perdonare, non rientra nelle sue facoltà…quella del perdono.
    Il perdono è una qualità dell’Essere Interiore.
    Non è una qualità della nostra personalità egoica.
    Come strumento psicologico, quando ti capiterà d’averne bisogno per ottenere qualcosa da qualcuno o per farlo sentire in colpa, ricorderai sempre alla persona in questione d’averla perdonata. 
    Perché “io” ti ho perdonato…
  • Crescere porta ad essere più vicini e più aperti verso gli altri, non il contrario. Porta a capire gli altri molto meglio di prima.
    Porta a sapersi relazionare armonicamente.
    L’unica differenza rispetto a prima è che ora sai gestire meglio i tuoi rapporti attraverso le qualità che hai acquisito: pazienza, apertura, comprensione, presenza, sensibilità, generosità, intelligenza e cuore, dove non domini né ti fai più dominare, ti relazioni e condividi te stesso senza tanti sotterfugi, bugie, ricatti e manipolazioni.
    Chiarezza ed ordine anche nei nostri rapporti interpersonali.
    Ma, se dici di essere cresciuto, e al contempo, tu senti ancora il bisogno di lottare, di scappare o di chiuderti, forse non sei cresciuto come credi.
    Ma, se tu percepisci ancora invidia, gelosia, competizione, avidità, attaccamento e bisogno di possedere, forse non sei ancora cresciuto come credi.
    Armonizzare è la parola chiave…
    E difficile?
    Solo per chi mente a se stesso.
    Non per chi lavora seriamente su se stesso ed ha acquisito conoscenza e strumenti.
    Roberto Potocniak

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