Riflessioni per i ricercatori…

Riflessioni per i ricercatori…

Quando uno dice: è difficile, ricorda che egli sta parlando per se stesso, non per gli altri.
È come per la storia della volpe e dell’uva.
Molte volte dietro a questa affermazione se ne nasconde un altra: “Se non ci riesco io, allora non ci riuscirà nessuno, nessuno potrebbe riuscirci.”.
Per questo che non si sente mai affermare: “Per me questo risulta difficile, io non ci riesco, ma magari qualcun altro si, chissà “.

Troppo zucchero fa venire il diabete, e troppo piccante infiamma lo stomaco e l’intestino. Il segreto sta nel giusto dosaggio e nell’alternanza dei sapori; per nutrire il corpo devi usare tutti i sapori, ma in proporzioni diverse e in momenti diversi, a seconda di ciò che serve al tuo organismo.
Lo stesso nel processo di crescita interiore…
Dosaggio, alternanza, ritmo, equilibrio.
Il dolce cura qualche disturbo, ma sono le medicine amare quelle che servono di più.
Non sempre ciò che ci piace corrisponde a ciò che ci serve…
Saggezza ed equilibrio.
Alle volte basta qualche parola gentile.
Altre volte serve dello sciroppo.
Altre volte serve una supposta.
Altre volte serve incidere profondamente.
Ciò che conta è il risultato.

Ad un livello profondo di visione/comprensione, chiunque dia qualcosa per riuscire ad ottenere qualcos’altro in cambio, egli si pone già come una sorta di abusatore, e quindi sarà abusato.
Osserva che avere delle aspettative crea una certa pressione psicologica sugli altri, che poi risponderanno con avversione, con indifferenza, o facendo lo stesso con noi.
Avere delle aspettative getta le basi per la pretesa, e la pretesa getta le basi per dominare gli altri, per l’aggressività.
E comunque sia, riguardo il dare, anche chi da’ di cuore e senza aspettarsi niente, deve sapere quando è basta.
Deve essere consapevole di come, quando, quanto, e a chi dare o non dare.
Se dai da bere ad un assetato, stai facendo del bene, ma se dai da bere ad uno che stava per affogare, stai facendo del male.
Non si può oggettivamente fare del bene se non si è consapevoli, non basta il cuore e la buona volontà, serve comprensione, intuizione, visone e consapevolezza.
E’ giusto dare?
Dipende dal momento, dal luogo, dalla persona, dalle circostanze e dalle variabili.

Avere delle aspettative significa che abbiamo un’idea pre-formata in noi su come gli altri dovrebbero pensare, sentire, parlare e comportarsi, che a sua volta significa che gli abbiamo imposto una sorta di griglia psicologica, non liberi di essere se stessi e di rispondere secondo il loro comprendere e sentire, ma secondo il nostro.
Stiamo imponendo il nostro “film” sugli altri, e ci irriteremo quando non agiranno secondo il copione che abbiamo scritto per loro.
Questa è la base sulla quale si formano tutte le pretese subconsce, base per l’abuso psicologico emozionale.
Avere delle aspettative significa che, sotto sotto, non vogliamo lasciare liberi gli altri di essere se stessi.

Osserva come la pressione psicologica delle tue continue aspettative e pretese verso gli altri, consce o inconsce che siano, modella la loro mente, le loro emozioni, e la loro struttura energetica e psichica, in base a:
1. quanto ti temono;
2. quanto ti rispettano ed hanno fiducia in te;
3. quanto hanno bisogno della tua attenzione, amore e riconoscimento;
4. quanto poco sono radicati in se stessi, e quindi, psichicamente deboli ed influenzabili;
5. quanto poco siano in grado di reggersi sulle proprie gambe;
6. quanto loro, a loro volta, stiano cercando di influenzarti attraverso le loro aspettative, sogni, proiezioni ed illusioni, sperando di ottenere qualcosa in cambio.

Chi non ama se stesso, pretende d’essere amato.
Chi non rispetta se stesso, pretende d’essere rispettato.
Chi non accetta se stesso, pretende d’essere accettato.
E l’uomo che pretende, attira una donna che a sua volta non ha niente dare, ma che pretende.
E la donna che pretende, attira un uomo che a sua volta non ha niente da dare, ma che pretende.
Chiunque pretenda, in realtà, è perché ha ben poco da dare.
E quando uno non ha niente da dare e niente da pretendere, questo significa che cerca qualcuno solo per un senso di sicurezza, per non sentirsi solo, giusto per avere qualcuno al suo fianco come presenza che tappa un buco, la paura della solitudine.
E allora non ha importanza se non c’è amore, se non c’è condivisione, se non c’è gioia, se non c’è crescita, se non c’è passione…
Perché l’obbiettivo sarà quello di non sentirsi soli e avere qualcuno con cui dividere le spese del mutuo.

L’uomo ha la possibilità di scegliere se essere una benedizione per se stesso e per gli altri oppure se essere una maledizione; questo è il suo libero arbitrio, non il controllo sulla vita esterna, bensì su quella interna.
L’uomo ha la possibilità di divenire un’Essere Cosciente.E l’Essere Cosciente non è frutto del caso, ma il prodotto del lavoro di una Scuola di consapevolezza.
Non esiste qualcosa come il divenire consapevoli inconsapevolmente.
Tutto dipende da ciò che vuoi da te stesso e dalla tua vita.
Che cosa vuoi dalla tua vita?

Il lavoro corretto, o meglio, il lavoro cosciente di Scuola, perché il lavoro di Scuola può essere solo un lavoro di tipo cosciente su noi stessi e non meccanico o improvvisato, dovrebbe portarci alla “non violenza” e quindi a cambiare tutta l’Alchimia Interna che genera le nostre emanazioni o campo cosciente; il lavoro pratico su noi stessi dovrebbe dunque fare in modo che nessuno senta paura o chiusura oppure il bisogno di difendersi, o quello di attaccare o di sentirsi inferiore o il bisogno di giustificarsi in nostra presenza.

Dovremo emanare uno stato di pace, di presenza e di amorevolezza che agisce come un balsamo per chi ci sta vicino, nella misura in cui questi è aperto e ricettivo ovviamente.

Le emozioni negative piacciono perché ti danno forza e ti fanno sentire di essere e di esistere, anche quelle positive, ma quelle positive sono più difficili a prodursi e a mantenersi, richiedono un diverso livello di coscienza.

Sta di fatto però… che le emozioni negative sono la cosa più inutile che esista al mondo, un vero disastro per l’evoluzione ed il benessere dell’uomo.

Senza amore e compassione non c’è consapevolezza, e senza consapevolezza non ci può essere amore e compassione, che sono due lati della stessa medaglia, indivisibili.

L’integrazione di queste due qualità trascendenti genera la saggezza…e la capacità di utilizzare i cosiddetti abili mezzi, strumenti importanti per relazionarsi con le situazioni difficili dove lo scopo sarebbe quello di portare noi stessi in uno stato di armonia e di integrazione: armonia ed integrazione fra il mondo materiale e il mondo spirituale.

Nessuno può evolvere interiormente senza amore e compassione, perché per fare il nostro viaggio spirituale, verso l’alto, e verso l’altro, la nostra astronave necessita di un tipo speciale di carburante che si chiama amore e compassione.


Leave a Reply

Your email address will not be published.