Prima di voler cambiare qualcosa in se stessi dobbiamo capire…

Prima di voler cambiare qualcosa in se stessi dobbiamo capire…

Prima di voler cambiare qualcosa
Prima di poter cambiare qualcosa
Bisogna prima comprendere.
Il Lavoro su se stessi inizia con l’osservazione e lo studio di sé. Si dovrebbe imparare a studiare se stessi.

CONOSCI TE STESSO

Cosa non facile se non riceviamo e poi applichiamo le corrette istruzioni.

Lo studio di sé…è lo studio di sé…non è giudicare se stessi, non è confrontare, non è collocare se stessi secondo una o un’altra categoria, non è sopravalutare o sottovalutare se stessi, ed inoltre: non possiamo usare delle linee guida e delle modalità se non quelle indicate dalla Scuola.

Perché?

1. Perché i parametri che utilizziamo in genere sono talmente condizionati dalla cultura, dalla morale, dalla paura e dai sensi di colpa che è impossibile vedersi obiettivamente.
2. Perché interiormente siamo divisi: una parte di noi afferma qualcosa ed un’altra è subito pronta a negare tutto.
3. Perché manchiamo di Attenzione Cosciente (usiamo solo la parte meccanica dei Centri).
4. Perché osserviamo attraverso gli schemi formatesi nel passato a causa dell’accumulo delle impressioni ricevute ed assorbite passivamente nella prima infanzia.
5. Perché non siamo Presenti a noi stessi, passiamo il tempo ad identificarci con ciò che ci piace e con ciò che non ci piace.
6. Perché i nostri Centri non comunicano e non sono armonizzati.
7. Perché conoscerci non rientra nei nostri scopi primari.
8. Perché non amiamo la VERITA’.

Lo studio obbiettivo di sé appartiene ad una antica Scienza Interiore, e richiede un profondo desiderio di Conoscenza e di Esperienza che sono rispettivamente: il Padre e la Madre della Comprensione dell’Intelligenza Creativa.

Per conoscere se stessi realmente abbiamo bisogno di risvegliare in noi qualcosa che sia obbiettivo, un centro “super-partes” che non sia l’ego-personalità: ciò che osserva non può essere la cosa osservata.

Solo qualcosa di “superiore” può osservare-accettare-comprendere e trasformare qualcosa di “inferiore”. Quello che in noi è inferiore dovrà prima o poi, collaborare e porsi al servizio di “energie superiori” presenti a volte occasionalmente in noi, ma che non sono noi: esse sono “impersonali”, sono parte del vero “IO SONO” (Essenza-Anima). Uno degli obbiettivi “alti” del Lavoro è creare un collegamento stabile con la nostra natura superiore.

In noi c’è una costante lotta fra le parti Superiori che cercano di farsi strada nel nostro corpo/mente e le energie inferiori legate al dominio dell’ego che non molla la presa.

Se sentiamo giudizi nell’osservazione non stiamo usando la parte superiore, ma uno dei tanti “IO” della parte divisa inferiore che giudica altri gruppi di “IO” della stessa parte divisa inferiore…in pratica: la solita minestra – frammenti che giudicano frammenti.

Impariamo a “stare” e “osservare” per poi “nutrire la parte” che riteniamo importante.
Quando non ce la facciamo, quando siamo in preda a delle parti egoiche…allora stiamo lì calmi e centrati ed osserviamo senza farci portare via…cerchiamo solamente di riconoscere ciò che è senza creare ulteriore tensione o negatività.

CERCHIAMO SEMPRE DI RICONOSCERE IN CHE STATO CI TROVIAMO

Siamo noi che dobbiamo saperlo. Si riparte sempre da dove si è, e da lì tentiamo ancora ed ancora di centrarci…di essere presenti, sempre e costantemente senza abbatterci.

Impariamo a VEDERE – ACCETTARE – COMPRENDERE prima di pensare di cambiare qualunque cosa in noi stessi. Dobbiamo conoscerci a fondo e sopra tutto ciò che non ci piace e ciò che non vorremmo mai ammettere a noi stessi. Ed è per questo motivo che ci vuole AMORE.

A prescindere dal livello sociale, culturale, ideologico, davanti ad una situazione, abbiamo l’istinto di tuffarci in essa con le corna basse come un ariete, oppure di rimanere bloccati in preda al panico o all’ansia, oppure ci sediamo facendo finta di niente sperando che prima o poi qualcuno se né renderà conto e farà qualcosa al posto nostro.

Non vediamo che per “AGIRE” e non “REAGIRE” davanti una situazione bisogna cercare di vederne le cause e comprenderne le condizioni. Nulla nasce dal nulla. Quello che ci succede oggi, è frutto di cause e condizioni che abbiamo (noi personalmente), o noi (assieme ad altri), generato da tempo, sia interiormente, sia esteriormente.

Per questo motivo è importante sviluppare la PAZIENZA che è il seme della consapevolezza.

Ora rimane un punto molto importante:

prima di cambiare qualcosa bisogna comprendere, ma comprendere significa anche

CERCARE LA VERITA’.

Poche persone cercano la Verità; pochi amano la verità.

Sei disposto a toglier di mezzo le tue ipocrisie, le tue continue giustificazioni e razionalizzazioni che fino ad oggi ti hanno protetto dal SENTIRE realmente la verità in te stesso?

Per esempio: quando ti arrabbi con qualcuno…hai mai indagato seriamente del perché ti sei adirato. Al di là delle scuse superficiali e razionalizzazioni che fai sempre a posteriori?

Vedi…è molto semplice osservare le menzogne nelle persone…quando si mente a se stessi, la COSCIENZA viene come tagliata fuori, o meglio…tagliamo fuori la COSCIENZA per poter mentire a noi stessi e agli altri. Basta un po di osservazione e una attenta e sincera indagine.

Quello che voglio dire e che non puoi lavorare su te stesso aggiustandoti le cose come ti conviene per non vedere, né sentire, né comprendere.

La verità è sempre “dirompente”. E’ simile ad un pugno nello stomaco assieme ad una forte scossa elettrica che ti attraversa il cuore. E’ uno squarcio di luce intensa che riesce a passare fra le nubi nere, ti stordisce, perché non sei abituato alla verità della COSCIENZA. Conosci solo una verità “pseudo-intellettuale” che ti aggiusti a dovere per non vedere e sentire quello che sta realmente sotto.

Dunque…perché ci si arrabbia con qualcuno? Un esempio semplice?

Uno dei tanti motivi e che vorresti poterla CONTROLLARE,… ma forse questo è troppo difficile da ammettere a se stessi. E questo è solo un esempio.

Ora la domanda è: “TI INTERESSA VERAMENTE ANDARE FINO IN FONDO ALLE COSE?”

Sappi allora, che se la risposta è negativa, non puoi proseguire oltre, ed è giusto che ti fermi e che tu faccia il punto della situazione, perché IL LAVORO REALE non è fermarsi alla prima cosa che ti viene in mente, ma è un continuo indagare, osservare tutte le situazioni in modo realmente OLISTICO.
E’ così che i Maestri Antichi appresero la SAGGEZZA.

Roberto Potocniak

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