Per poter lavorare lavorare su se stessi…

Per poter lavorare lavorare su se stessi…

Per poter “lavorare su se stessi” e sulla propria trasformazione è importante creare delle cause e delle condizioni che ci possono permettere di ottenere gli effetti desiderati.
Il primo punto è creare le condizioni (per mezzo di tecniche, esercizi e lo studio di sé), per il corretto apprendimento:
1. Non si può apprendere se la mente e il cuore sono come dei vasi chiusi: non entra e non esce nulla.
2. Non si può apprendere se la mente e il cuore sono come dei vasi bucati: anche se assimili qualcosa sul momento, subito dopo non rimane più nulla (mancanza di attenzione – memoria – volontà).
3. Non si può apprendere se la mente e il cuore sono come dei vasi sporchi: tutto quello che si riceve si mischia alla nostra confusione, ai nostri sogni, all’immaginazione passiva, alle emozioni negative e alle nostre aspettative. E’ come versare del vino buono in una botte con un fondo di aceto; tutto il vino si trasformerà in aceto.
La comprensione, nel nostro sistema: “Meditazione Attiva”, implica il corretto funzionamento, collegamento ed armonia fra le varie intelligenze del sistema corpo-coscienza; questo significa in sintesi che il centro intellettuale deve essere collegato con il centro emozionale e con il centro fisico-istintivo-motorio, e il tutto gestito armonicamente dal nostro Essere interiore.
Il secondo passo è imparare a separare la falsa personalità/ego/immagine (la nostra parte falsa), dall’Essenza (la nostra parte reale).
Il terzo passo è:
1. Lo studio di sé e del proprio funzionamento.
2. Lo studio dei quattro stati di coscienza: sonno, veglia, coscienza di sé, coscienza oggettiva.
3. Lo studio delle funzioni (intellettuale-emozionale-istintiva-motoria-sessuale).
4. Lo studio e il lavoro sui difetti della macchina-corpo: mancanza di attenzione e memoria; mancanza di uno stato di coscienza di sé; l’identificazione; l’immaginazione negativa; le emozioni negative; il mentire a se stessi; la frammentazione interiore e la mancanza di un “Io” reale; la mancanza di volontà cosciente; la mancanza di amore cosciente; la mancanza di un pensare libero e cosciente, ecc.
5. Lo sviluppo dei centri e delle funzioni superiori.

Roberto Potocniak

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