Materiale di riflessione per i ricercatori…

Materiale di riflessione per i ricercatori…

QUANDO SI CHIEDE SE UNA CERTA COSA È GIUSTA OPPURE SBAGLIATA
Tutto dipende da come si pone la domanda…
Non dimentichiamo che “giusto” e “sbagliato” dipende da uno scopo cosciente e da un contesto specifico; prima devo contestualizzare e definire lo scopo, questo, prima di poter dire che una cosa è giusta o sbagliata.
Giusto o sbagliato in relazione a che cosa, in relazione a chi, e in quale situazione?
Una cosa può essere giusta in un dato momento, luogo, contesto e solo con certe persone, e sbagliata in un altro momento, luogo, contesto e persone diverse.
Dobbiamo imparare a ragionare con ordine e chiarezza per non generare degli assoluti con il rischio di cadere nel fanatismo: mancanza di flessibilità mentale e fissazione ideologica, fariseismo.

EVOLUZIONE O INVOLUZIONE

L’uomo vive immerso in un’intricata rete di bugie e di illusioni, tanto quanto le sue parole sono distanti dai fatti.

Egli si identifica con ogni cosa, e come conseguenza, perde se stesso negli oggetti, nelle persone e nelle situazioni.

Guarda, ma non vede.

Ascolta, ma non sente.

Pensa, ma non comprende.

Parla, tanto per parlare.

Agisce spinto da meccanismi inconsci.

Passa la maggior parte del suo tempo in illusioni, fantasie, proiezioni, in stati immaginari ed in emozioni negative che lo proteggono dalla verità su se stesso.

E la cosa peggiore, si crede libero di essere, se stesso.

Usa le sue relazioni per accaparrarsi energia, attenzione, approvazione, riconoscimento e per convincersi di possedere una parvenza di identità.

Sonno è quando uno non vede che vive tutta la sua vita mentendo a se stesso su chi è, su quanto comprende e su cosa è capace di fare.

Vuole dell’oro vero, ma in tasca ha solo dei soldi falsi.

Confonde l’amore cosciente con la vanità, l’orgoglio e l’egocentrismo, il falso amore di se.

Prende la condizione di “sonno” come risveglio.
Crede di essere libero ma è schiavo di ogni cosa, sopratutto di se stesso.

L’uomo, una “macchina” altamente condizionata, distruttiva ed autodistruttiva che si crede Dio.

Per quale motivo dunque dovrei lavorare su me stesso per crescere ed evolvere interiormente?

CHE COS’E’ UN GIUDIZIO

Sappiamo distinguere un giudizio sommario – il giudicare tanto per criticare, tanto per ferire, l’esatto contrario della critica costruttiva – dove il giudizio sommario è quello che nasce dall’egocentrismo, dalla vanità e dall’orgoglio…siamo capaci di distinguerlo da un sano giudizio soggettivo o da una semplice descrizione dei fatti?

Ogni giudizio emesso ha una sua corrispondente ombra al nostro interno.

Liberando ed integrando le ombre, libereremo anche la nostra consapevolezza, che andrà a sostituirsi ai giudizi.

Giudicare è giudicare.

Osservare, descrivere e poi comprendere, non è giudicare.

Non c’è giusto o sbagliato.

Non c’è bene o male.

Ma soltanto: vedo, accetto, comprendo, agisco.

Dire che un muro è giallo con delle crepe è descrivere.

Dire che quel muro giallo con le crepe non mi piace è una valutazione soggettiva, non è ancora un giudizio vero e proprio, perché ne riconosco la soggettività.

Dire che quel muro giallo con le crepe fa schifo è un giudizio, primo, perché sto assolutizzando un qualcosa che vale per me, e non vale affatto, come sto cercando di far credere, per tutti quanti gli altri; e secondo, perché un muro giallo con le crepe è solo un muro giallo con le crepe, ed io
ci sto proiettando sopra un qualcosa presente al mio interno, che non appartiene intrinsecamente al muro stesso.

Il giudizio vero e proprio, necessita della condizione di identificazione, e di quella della proiezione di materiale inconscio.

ESSERE…

Tu sei padrone della tua vita, del tuo tempo e del tuo destino.

Nessuno nasce per soddisfare i desideri, i sogni, le aspettative o le follie di qualcun altro.

Sei tu che scegli chi frequentare, quanto frequentare e come condividere il tuo amore.

Nessuno nasce per essere uno schiavo o un’oggetto di qualcun altro.

Se qualcuno tenta d’imporsi e non rispetta i tuoi confini, allora mettigli dei confini.

Vivi la tua vita, non vivere una vita imitando quella di qualcun altro, non vivere a rimorchio.

Non vendere la tua anima in cambio di attenzione, di approvazione e di riconoscimento.

La vita la si crea e la si rigenera nel qui ed ora, momento per momento.

Ogni giorno è un buon giorno per ricominciare da zero.

L’unico ‘passato’ buono è quello di verdura.

Chi vive ‘assente’ da se stesso, egli sta mancando la vita; sta vivendo in differita, perso in sogni, illusioni, proiezioni.

NELLA VIA

La cosa più difficile da attuare, per gli studenti, è il riuscire a separare lo sviluppo interiore e spirituale dal bisogno di essere intrattenuti: quello di aspettarsi di ricevere attenzione, riconoscimento, commiserazione, consolazione, approvazione, motivi per cercare sempre l’emozione e l’eccitazione; in altre parole: il bisogno di nutrire la propria personalità frontale, fattore che non permette (a molti) di apprendere e di progredire nella Via.

Bisogna rivedere (costantemente)le proprie motivazioni.
D’altro canto…la società offre moltissime occasioni e situazioni per nutrire la propria personalità frontale, cos’altro propone la società se non questo?

Ma la Scuola si occupa di altro…

E se nella Scuola, noi cerchiamo le stesse cose che cercavamo nel mondo, allora forse dobbiamo rivedere alcune nostre idee riguardo al nostro stare in una Scuola.

La funzione della Scuola è quella di dare alle persone gli strumenti per crescere spiritualmente e per stare bene nel mondo, ma senza farsi inghiottire dal mondo.

Gli insegnamenti della Via vanno studiati e messi in pratica attraverso i metodi ed i termini di riferimento della Via stessa.

Ed è qui che molti studenti cadono spesso, nel tentativo di mescolare ogni cosa secondo i loro criteri personali; e siccome la cosa non funziona in questa maniera, intendo: lo studio, gli esercizi e tutto il lavoro alchemico, essi finiscono puntualmente per dire che l’insieme del Lavoro non produce in loro il risultato sperato, e notano anche un aumento della confusione mentale.

Quando manca chiarezza e ordine…

Se nella Scuola, ad esempio, stiamo lavorando sulla preparazione di un torta margherita, ed uno studente decide di mettere nell’impasto delle vongole, perché gli piacciono, e qualcun altro degli spinaci, sempre per lo stesso motivo, è ovvio che alla fine noi avremo un qualcosa che non funziona e che poco assomiglierà a ciò che ci si aspettava di trovare come risultato del Lavoro.

L’INSEGNANTE

Cercare un percorso, cercare un insegnante…

“Ma come faccio a sapere se quello è un buon insegnante?”

“È più una questione di fortuna o di avere un centro magnetico?”

Quando una persona decide di andare in cerca di un percorso di crescita e di qualcuno che lo guidi e che gli insegni, ovviamente nascerà il problema di come si può aver fiducia in un insegnante o in una guida; ma qui il nostro amico cercatore pone la questione nella maniera sbagliata.

Se egli potesse realmente percepire il valore interiore e le reali capacità e realizzazioni di un altra persona, egli non avrebbe nessun bisogno di porre la questione in questi termini.

Ma dal momento che, al momento, egli non possiede ancora la capacità di valutare le capacità e le realizzazioni interiori di un possibile insegnante, l’unica risposta sincera che si può dargli, è che non c’è risposta.

Roberto Potocniak

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