L’osservazione di sé…

L’osservazione di sé…

OSSERVAZIONE DI SE’ E TRASFORMAZIONE

Sono in molti a chiedere su come liberarsi dalla rabbia, dalla gelosia, dalla frustrazione, dall’egoismo e dalle emozioni negative tutte, e la risposta è una soltanto: diventa più consapevole, diventa un po’ più amorevole, accetta te stesso, osserva e comprendi te stesso, non combattere te stesso, non giudicare te stesso.

Il segreto della consapevolezza e cuore sta nell’osservazione consapevole nel qui e ora, questo produce trasformazione.

Non nel giudizio, non nel paragone, non nella valutazione, non nel pensare.

Osservare porta a trasformare ciò che si osserva.

A volte lentamente, a volte velocemente.

Ma accade inevitabilmente perché è nella natura delle cose.

Molti mi scrivono che ci hanno provato, ma che non ha funzionato, mi dicono che non ci sono riusciti.

Allora proviamo a comprendere…

1. Molti confondono la consapevolezza con il pensiero, e credono di essere consapevoli quando in realtà stanno solo pensando, immaginando, proiettando, e manipolando i fatti con la loro mente. Non stanno osservando. Non sono consapevoli. Molti credono di essere consapevoli. Molti credono di amare. Molti pensano di stare ad osservare, ma in realtà… pensano.

2. L’ansia di produrre dei risultati sposta la mente nel futuro, e questo non è più osservare, la consapevolezza agisce solo dal momento presente, nel qui e ora, in uno stato di totale presenza e rilassamento, di apertura e di abbandono, in uno stato di pura ricettività, al contrario della mente che oscilla come un pendolo dal passato al futuro, e dal futuro al passato. Essere consapevoli richiede uno stato di “non mente” uno stato di assenza di pensiero. Ricordo di sé

3. L’avidità, l‘agitazione, la preoccupazione, l’ansia, la paura, il pregiudizio, l’immaginazione, le aspettative, il giudizio, e un eccesso di sforzo o la pigrizia, queste sono tutte emozioni negative che impediscono di essere presenti e consapevoli per riuscire ad osservare.

4. Osservare attraverso la consapevolezza, la presenza nel qui e ora, in uno stato di “non mente” ricordando se stessi, è come portare un raggio di sole su di un cubetto di ghiaccio che rappresenta un nostro blocco, un nostro problema, un conflitto, o un emozione negativa o ferita. Il calore e la luce del sole, che significa Coscienza e Consapevolezza, scioglie il cubetto di ghiaccio nella misura in cui focalizziamo la nostra “luce” su di esso.

La comprensione, quella vera, accade allora, nel mentre si sta sciogliendo il nodo, non accade pensando al cubetto di ghiaccio, non accade analizzando, giudicando o paragonando.

Osservare è portare Coscienza, calore e luce, e questo genera la Comprensione necessaria a trasformare un problema in una soluzione.I

l pensare non produce tutto questo, ma andrà invece a rinforzare il blocco stesso, portando ancora più energia all’ego/personalità che non ha nessun potere di Coscienza, nessun potere di trasformare le cose.

Osservare non è pensare, non è giudicare, non è paragonare, non è giustificare, non è razionalizzare, non è manipolare i fatti.

Questa è la mente meccanica…

L’osservazione, quella che produce una reale trasformazione, richiede uno stato di pura presenza, consapevolezza e amorevolezza.

Sono questi fattori – luce, calore e coscienza – che hanno il potere di trasformare l’oggetto osservato.

Non il pensare.

Bisogna imparare la differenza fra il pensare e l’essere presenti e consapevoli nel qui e ora… e poi osservare se stessi da questo stato che ripeto, non è pensare.

Pensando al cubetto di ghiaccio, non lo si espone alla luce e al calore della Coscienza, ma lo si mantiene al freddo e al buio dove nulla accade.

Consapevolezza è portare luce e calore all’interno del freezer.

Roberto Potocniak

Leave a Reply

Your email address will not be published.