La ricerca interiore e la paura della verità

La ricerca interiore e la paura della verità


Moltissime persone sono iscritte a corsi, seminari, master, a percorsi psicologici delle varie correnti; molte persone, in vita loro, si sono imbattute in più o meno lunghi percorsi di ricerca: filosofici, morali, spirituali, esoterici.

C’è anche chi contatta gli ufo, gli spiriti guida, angeli, maestri disincarnati. E quando uno è sull’orlo di una crisi matrimoniale o di relazione ecco che cerca, di nascosto ovviamente, e senza farlo vedere agli altri, data la sua reputazione di uomo o donna di mondo con i piedi ben piantati a terra, un astrologo, una cartomante o un sito per incontrare l’anima gemella.


In momenti difficili c’è chi rispolvera la sua vecchia e presunta fede in Dio e torna in chiesa – fino a quando non trova una nuova relazione – o c’è che si butta a capofitto in altri sistemi di credenza, religioni, psicoterapie, medicine olistiche o altro.


Dopo anni di lavoro sul campo e molti incontri, esperienze, disillusioni, incontri con ciarlatani, presunti mistici, canalizzatori, medianici, guru, asceti del terzo millennio, gruppi di non ricerca e propagandisti di ogni genere… e la domanda che mi sorge, qui e ora è la seguente:

Quanti di questi, guide o adepti; insegnanti o allievi; terapeuti o pazienti; hanno veramente raggiunto qualche cosa in loro stessi di stabile e duraturo che potesse andare oltre l’eccitazione del fine settimana intensivo di illuminazione o della caccia al guru all’ultimo grido? 

Quanti, dopo anni di supermarket spirituale, si sono portati a casa un po’ di felicità permanente, di profonda soddisfazione di sé e della propria vita, e una visione del mondo diversa, dove sia possibile percepire una “differenza”, una “sottile qualità” spesso sconosciuta alle masse. Qualcosa che veramente siamo riusciti a conquistare con i nostri sforzi e che nessuno potrà mai sottrarci. 

Abbiamo realmente raggiunto una pace interiore, un’armonia che traspare da ogni nostro gesto, parola o sguardo?

Abbiamo realmente cercato di conoscere e studiare noi stessi in relazione al mondo?
E una volta conosciuti, visti e studiati con pazienza, umiltà e costanza, abbiamo realmente compreso la Via e il lavoro che ci venivano proposti?

Era una cura profonda per il nostro “essere interiore” o solo un cerotto decorativo, oppure una nuova medaglietta da mostrare agli altri?

Abbiamo veramente a cuore il nostro corpo, la nostra mente, il nostro cuore e la nostra anima, oppure siamo solo interessati a stare un po’ meglio per poter alla fine, tirare a campare come prima?

La domanda: “che cosa abbiamo realizzato e raggiunto permanentemente?”

Abbiamo compreso la differenza fra cercare eccitazione, fantasie, sogni, deliri di onnipotenza, abbellire il proprio ego personalità, regalare un nuovo abito psicologico alla nostra immagine affamata all’infinito di attenzione e riconoscimento sociale; e invece, un lavoro serio e profondo su noi stessi, che presuppone un abbandono graduale ma deciso di tutto che in noi è illusorio e menzognero?

Abbiamo compreso, che per lo meno negli stadi iniziali, c’è più da perdere che da guadagnare, e che questo presuppone un cambio radicale di visione egocentrica tipo: tutto è subito… perché lo dico io? 

In una società altamente burocraticizzata, tecnocratica, mentale, e piena di paure, illusioni, e sofferenza inutile, non saranno certo dei giochetti psicologici, degli auto-condizionamenti al pensiero positivo o qualche tecnica New Age a cambiare il nostro stato di confusione e smarrimento interiore.

Cambiare si può.
Crescere è possibile.

Raggiungere degli stati positivi e permanenti è possibile.

Sviluppare delle nuove capacità e abilità che renderebbero la nostra vita più ricca, creativa e soddisfacente, fa parte del programma genetico e spirituale di ogni essere umano.

Ma…
Si, a questo punto c’è un ma…

Io, sono capace di vedere l’opportunità e di cogliere attivamente e totalmente questa possibilità?

Sono capace di distinguere fra ciò che realmente mi serve per ottenere felicità, gioia, amore, consapevolezza, soddisfazione, benessere, o continuerò in eterno a rincorrere solo ciò che mi piace, eccitando così il mio ego personalità?

E, se sono in grado di riconoscere ciò, sarò in grado di posizionarmi correttamente rispetto un lavoro, un insegnamento, una guida, dei compagni, in modo da ottenere una caratteristica difficile da trovare fra la gente oggi come oggi, ovvero: l’umiltà di ascoltare qualcun’altro che non sia il mio stesso ego?

Ho compreso che il presupposto per essere in grado di apprendere qualcosa di diverso da quello che finora ho conosciuto, sia quello di mettere da parte la mia “immagine-personalità” e iniziare ad ascoltare con il cuore?

Si vede e si comprende solo ciò che si ama…e questo vale sopra tutto per se stessi.

Senza amore per se stessi, per gli altri e per i misteri di questa vita non potremo mai oltrepassare la soglia dell’accumulare nozioni credendo di capire il senso, mentre a malapena siamo in grado di comprendere il significato letterale delle parole per associazione mnemonica.

Se vogliamo raggiungere qualcosa di reale in noi stessi, per noi stessi, per il mondo e per tutti gli altri esseri di questo pianeta… serve più amore: non solo studio, tecniche, esercizi, ecc.

La differenza la fa l’amore che mettiamo in tutto ciò che facciamo e con l’amore…la pazienza, l’autodisciplina, l’apertura, la generosità d’animo, l’etica universale che possiamo riconoscere, non nei libri, ma dentro il nostro stesso essere.

Ora…potremmo anche continuare a srotolare all’infinito questa matassa di saggezza presente in noi… ma il punto è, e rimarrà sempre:

“Che cosa voglio davvero… che cosa sto cercando… è questo il posto giusto per me… riuscirò a trovare qui quello che sto cercando?”

Se cerco una buona bistecca da fare alla griglia non entro in un negozio di fiori… non vi pare?

Prima devi sapere cosa vuoi veramente e solo allora cerchi chi ha la conoscenza e le capacità di aiutarti a trovare e sviluppare ciò che desideri, perché può darsi che tu non sappia cosa cercare. Può darsi che tu lo sappia, ma che ti sia recato in un negozio sbagliato; oppure che tu sia ancora in cerca di potere, successo, illusioni, consolazioni, attenzione, riconoscimento, e che la cosa che ti spaventa di più sia proprio la ricerca della verità.


Ci sono molte cose che spaventano l’uomo ma quelle che ci interessano maggiormente in questa sede sono: 

  1. la paura della felicità e dell’estasi
    02. la paura dei cambiamenti e dell’impermanenza di tutti i fenomeni
    03. la paura di amare e di farsi amare
    04. la paura di farsi aiutare
    05. la paura di vivere e di morire
    06. la paura della verità


Educati alla sofferenza ci muoviamo nel mondo senza uno scopo, senza una meta e senza significato. Siamo solo delle figure, delle comparse sulla scena della vita e non protagonisti, viviamo come prigionieri di noi stessi, accettando la vita passivamente, e non vediamo le catene ai polsi che lucidiamo con soddisfazione tutti i giorni.

L’uomo deve imparare a dare una svolta epocale alla sua vita.

Rieducare se stesso alla ricerca della gioia e della felicità.
Egli ha la possibilità di vivere celebrando la sua vita e la sua esistenza, in ogni momento e per tutta la vita: Coscienza… Consapevolezza… Beatitudine.

Vivere totalmente… accettando la vita in toto, in tutte le sue sfumature e manifestazioni, comprendendo che ogni sasso, ogni fiore, ogni animale, ogni essere umano, ogni pianeta e ogni stella… ha il suo posto e la sua funzione nell’armonia generale dell’esistenza. Nulla esiste per caso. Nulla è mai fuori posto. Ma… serve una visione alta…, una consapevolezza matura e sviluppata. Un cuore allenato ad assorbire delle “Conoscenze Oggettive” che un umano poco evoluto rigetterebbe inorridito per mancanza di comprensione e una paura atavica dello sconosciuto.

La vita reale si erge ben oltre il mangiare, bere, dormire e riprodursi.
Risvegliare l’essere e le sue funzioni ci porta a superare una visione triste e condizionata dell’essere umano, visto come contribuente, consumatore, fruitore di servizi, abbonato, automobilista, credente, non credente, e tutte le varie etichette, marchi di fabbrica, e maschere sociali e famigliari, che abbiamo accettato in buona fede pur di sentirci parte di qualcosa e di avere un parvenza di identità.

Questa è la Via che desidero condividere con coloro che hanno il coraggio di accettare la sfida di uscire dal sonno per risvegliare se stessi alla verità e alla bellezza della Coscienza e della Consapevolezza. 


Che cosa ha realmente senso?

Dopo un po’ di indagine interiore, e un po’ di lavoro, capiremo che è arrivata l’ora di abbandonare certe modalità che hanno fatto il loro tempo e forse comprenderemo che ha senso vivere una vita che vale la pena di essere vissuta, diventando sempre più: padroni di noi stessi, del nostro tempo, e del nostro destino.

Un consiglio: guardatevi dentro, sentite ciò che volete, e poi decidete di entrare nel negozio giusto senza perdere troppo tempo a guardare per anni tutte le vetrine e mai decidere. Una volta deciso… siate pronti ad investire, tempo, energia e risorse sulla vostra crescita ed evoluzione, muovetevi cauti ma decisi, con pazienza ma solerti.

L’unico investimento che abbia un reale senso è quello sulla propria evoluzione perché è l’unico bene che non perderete mai, e con questo anche tutte le qualità, le capacità e abilità rimarranno un vostro patrimonio per sempre.

E se uno desidera una buona vita, nel mondo esteriore, dovrebbe comprendere che ciò dipende innanzi tutto dal suo buon funzionamento interiore, e non vice versa.

Tu sei il mondo. 
Ciò che attiri, dipende dal tuo livello di Essere e dai tuoi stati di Coscienza.

Roberto Potocniak

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