La perdita dell’Essenza…

La perdita dell’Essenza…

Se torni indietro con la memoria, forse riuscirai a ricordare quando, da piccolo, hai iniziato a tradire te stesso per soddisfare le aspettative dei tuoi genitori, o più semplicemente, ricorda quando e come hai iniziato a modificare te stesso per far sì che ti accettassero, per non avere troppi problemi; quando hai rinunciato a te stesso, alla tua Essenza.

Se torni indietro con la memoria, forse ricorderai, come adulto, dove hai lasciato il tuo cuore; quando, come e perché hai smesso di amare.

La perdita del proprio Essere, il vivere disconnessi dal proprio Essere, questo crea la necessità dell’altro, il bisogno assoluto dell’altro, la dipendenza dall’altro…perché non si ha se stessi e dunque si vive molto lontani dal proprio Centro che è amore.

“Il nostro Essere più profondo è Consapevolezza, Amore, Compassione, Libertà, Gioia e Creatività.”

Ed allora si utilizza la relazione per sentire di esistere, per sentire di valere, per sentirsi vivi, per sentirsi riconosciuti.

E’ altro allora che da‘ senso alla nostra vita, non noi.

L’altro serve solo a tenerti occupato…a dimenticare te stesso, la tua condizione, il tuo buco interiore, la tua sofferenza, le tue ferite…il tuo non esistere ancora.

Quando non si ha se stessi – l’altro agisce da anestetico.

E nella misura in cui noi siamo lontani da noi stessi, dal nostro centro interiore, l’altro diventa la nostra fissazione, e ci serve per riempire i nostri buchi.

Ritrova il tuo Centro, il tuo Essere, e la necessità dell’altro semplicemente scomparirà, e ciò che rimarrà è il puro piacere della condivisione, nessun bisogno, nessuna dipendenza, nessuna ossesione, nessuna sofferenza.

Rifletti…
Quando non hai nessun, soffri.
E quando trovi qualcuno, soffri.

Soffri perché ora hai paura di perdere la persona amata.
Soffri comunque, perché non hai te stesso.

Dipendenza, co-dipendenza, fissazione, ossessione, paura, gelosia, invidia…dipendono dalla perdita del proprio Essere che genera il bisogno di riempire quel vuoto con qualcos’altro, con qualcuno.

Tutte le relazioni sono complicate e turbolente a causa di questa profonda paura di perdere l’altro…e qui cominciano tutti i conflitti, i ricatti, le manipolazione, i giochi di potere.

Ma rimane il fatto che nessuno potrà mai usare un altra persona per completare se stessa, al massimo la potrà usare come specchio per vedere se stesso e ciò che proietta sul partner.

Comunque sia…solamente chi ha ritrovato il suo Essere e ha fatto un profondo lavoro di integrazione interiore, non userà gli altri come tappo per i suoi buchi.

Li comincia la strada che porta verso l’amore.
E se tu senti il bisogno dell’altro, allora non è amore. 
L’amore non parte mai da una condizione di vuoto, perché parte da uno stato di pieno.

Si confonde l’amore con quel profondo piacere e sollievo che si prova per essere riusciti finalmente a trovare un tappo che collima perfettamente col nostro buco.

Per riconoscere l’amore, da tutto ciò che non è amore, devi prima realizzarlo in te stesso.

E nella misura in cui tu inizi a risvegliarti, scompare il senso dell’io…e quando scompare il senso dell’io, scompare anche il senso del tu, il senso del noi, il senso del voi…non c’è più separazione.

E quando il senso di separazione gradualmente inizia a dissolversi…non c’è più relazione io-tu.
Cade ogni senso del parlare di relazione.

Se comprendete questo passaggio, anche solo intellettualmente, capirete che più procederete sulla Via di integrazione e di realizzazione di voi stessi, tanto più sarete in costante relazione – UNITÀ – con tutto e tutti.

Il sentire sofferenza, è assenza di UNITÀ INTERIORE e conseguente senso di separazione dagli altri e dalla vita tutta, da qui la fissazione sull’altro; impariamo la differenza che passa fra bisogno ossessivo dell’altro ed il semplice piacere di condividere se stessi con un altra persona.

E questo è solo un piccolossimo esempio delle conseguenze causa/effetto che comporta la disconnessione dal proprio Essere Interiore.

Roberto Potocniak

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