La formazione di un centro permanente

La formazione di un centro permanente


Si smetterà di provare attaccamento, invidia, gelosia, frustrazione, avidità, bramosia, delusione, paura, fastidio, rabbia e risentimento, solamente quando avremo realizzato il nostro Essere a dispetto dell’ego-personalità. 

E questo accadrà, iniziando a vivere totalmente nel proprio Centro, presenti all’Essere, e non più alla periferia, nell’ego-personalità, in balia delle nostre emozioni negative, soggetti alla confusione e alla violenza del mondo.

Centratura, attenzione cosciente, presenza…porta alla trasformazione, all’accumulo e alla cristallizzazione delle nostre energie sottili che andranno nel tempo a formare un Centro permanente e stabile al nostro interno, dove, questo nuovo Centro, sostituirà il falso centro, l’ego-personalità. 

Ora possiamo comprendere che non si può abbandonare l’ego-personalità se non si mette qualcosa al posto suo…che possa gestire l’apparato psicofisico. 

Ogni attimo di vera attenzione e Presenza (il ricordo di se’) ha un effetto cumulativo sulla cristallizzazione del Centro permanente, perciò, ogni tentativo è già di per se un risultato.

Senza un Centro permanente, noi non siamo, noi non esistiamo come unità, come individualità cosciente; siamo soltanto confusione, conflitto, frammentazione e reazione meccanica accidentale…e siamo in balia di qualsiasi sollecitazione esterna. 

Solo da un Centro reale, solamente dal nostro Essere reale che si sta risvegliando grazie ai nostri tentativi di essere Presenti nel qui e ora…è possibile amare, non dalla periferia, non dall’ego-personalità. 

Un meccanismo (l’ego-personalità) non può amare, non può essere consapevole. 
Ma può recitare molto bene l’amore e la consapevolezza per ingannare se stesso e gli altri.

Ed è piuttosto facile osservare e cogliere gli inganni altrui, difficile invece è osservare i propri inganni, dove magari, ad esempio, stiamo cercando di far passare l’attaccamento, l’avidità, la bramosia, il bisogno di controllo, il bisogno di potere, la paura della solitudine e dell’abbandono, per amore. 

Conosci te stesso…

ROBERTO POTOCNIAK

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