Domande e risposte…

Domande e risposte…

Domanda: “Mi potrebbe spiegare cosa intende per crescita, per processo di crescita?”.

Risposta: “Nessuna risposta teorica sarà sufficiente ad illuminarla, per il semplice motivo che la comprensione, quella con la “C” maiuscola, la si ottiene penetrando un sistema di insegnamento pratico, non parlandone teoricamente. Se lei non ha mai assaggiato lo zucchero, nessuna spiegazione le farà sperimentare il sapore dolce dello zucchero. Comprendere, può avvenire, solo sperimentando e partecipando a qualcosa, invece di porsi domande a riguardo. Se lei rimane sulla porta ad origliare altri che stanno praticando degli esercizi interiori, lei vedrà solo delle persone sedute in una certa posizione a fare dei gesti che per lei saranno del tutto incomprensibili, quanto ne trarrà di utile?
Lei non avrà nessun indizio, da spettatore esterno, di quello che succede al loro interno, agli studenti che praticano degli esercizi spirituali. La parola chiave è partecipazione, comunione. Non si può insegnare a nuotare a chi ha troppa paura dell’acqua. E lei può leggere tutti libri sul nuoto che vuole, ma non avrà alcun senso se poi i libri letti non serviranno ad avvicinarla all’acqua. “.

Domanda: “Ho sentito molte volte parlare della differenza che c’è fra la personalità e l’essenza, mi aiuterebbe a capire meglio?”

Risposta: “Certamente, l’aiuterò semplificando al massimo la risposta. Il corpo che lei possiede, la sua mente e le sue emozioni, non sono sue nel senso assoluto del termine, perché vengono dai suoi genitori, li ha acquisiti dai suoi genitori, e quindi, non sono lei. Mi capisce? Rappresentano una sorta di interfaccia col mondo esterno, un falso “Io” che è frutto dell’educazione/condizionamento che ha assorbito nell’infanzia, una sorta di programma che gestisce in automatico le sue funzioni intellettuali, emotive, istintive e motorie. Al suo interno invece, esiste ciò che noi chiamiamo Essenza, o Essere interiore, o Coscienza che risiede all’interno. La parte di lei, o meglio, lei come continuità di Coscienza che risiede all’interno e che cambia corpo vita dopo vita…che è sempre la stessa da infinite vite. Questa è realmente lei. E poi, giù nel profondo, abbiamo una parte di noi ancora più sottile e nascosta, l’Anima. Anche questa siamo noi. L’Anima fa da ponte fra la Coscienza- Essenza e la vita dell’Esistenza, dell’Assoluto, o di Dio, come preferiamo. In sostanza, usando un linguaggio chiaro e semplice, noi abbiamo un falso ”Io”, un “io” grossolano, quello della personalità data dai genitori e dall’educazione scolastica e sociale; abbiamo un “Io” sottile, del quale raramente siamo consapevoli, la Coscienza – Essenza; ed infine, abbiamo un “Io” molto sottile, la nostra parte spirituale connessa con l’universo attraverso i Centri Superiori sottili. Solo queste ultime due parti sono noi, Essenza ed Anima, il “noi” che non si dissolve al momento della morte fisica, come si dissolve invece l”Io” grossolano, le mente e le emozioni ordinarie assieme alla memoria grossolana, la così detta personalità.”.

Domanda: “Come faccio a capire se ciò che sto facendo (intendo il mio lavoro interiore) sta producendo dei risultati oggettivi?”

Risposta: “Provi ad osservare, se, quando e quanto, lei prova ancora frustrazione e delusione perché le cose non accadono secondo le sue aspettative. Questa è una buona indicazione. Se lei soffre meno, questo significa che sta iniziando a comprendere che ogni singolo evento segue uno schema preciso secondo la legge di causa-effetto ed è legato a molti altri fattori (leggi esistenziali) che ne determinano la direzione, la contrazione, l’espansione o il blocco in relazione ad un “disegno” molto più ampio che solitamente noi non riusciamo a percepire, tranne chi ha sviluppato la percezione sottile. Più percezione vuol dire più comprensione ed accettazione. E magari un po’ più in là nel tempo, ci sarà anche la possibilità di intervenire nei processi vitali-energetici inserendo delle variabili coscienti per facilitare lo svolgersi del “disegno” sopra menzionato, che altro non è, come possibilità, quella di partecipare attivamente al processo creativo della vita stessa.”.

Domanda: “Mi piace condividere le frasi di certi maestri famosi, faccio del bene a condividerle con gli altri?”

Risposta: “Nessuno può dirle se fa del bene o meno, perché questo dipende dalla capacità di assimilazione di chi legge ciò che lei condivide. Leggere e poi condividere con gli altri una frase famosa di un maestro spirituale, ci fa capire solo che le piace e che le risuona dentro, e questo va bene, ma non ci dice nulla riguardo a quanto lei ha effettivamente mandato ad effetto, o meglio, quanto ha applicato nella sua vita e realizzato in se stessa in relazione alle frasi che lei ama condividere. Ha compreso dove voglio arrivare?“.

Roberto Potocniak

Leave a Reply

Your email address will not be published.