Anima, amore, innamoramento, e la coscienza di sé…

Anima, amore, innamoramento, e la coscienza di sé…

La maggior parte dei nostri innamoramenti non nascono dal quel nucleo centrale dell’essere che è amore, ma nascono dal nucleo centrale dell’ego che è composto principalmente di vita non vissuta, di ferite e frustrazioni, e di molta rabbia repressa. 

Quando scatta l’innamoramento dal centro dell’ego, significa solo che abbiamo trovato qualcuno adatto a fare da schermo alle nostre proiezioni, crediamo di aver trovato qualcuno che possa riempire tutti i nostri vuoti e che possa soddisfare anche tutti i nostri bisogni infantili frustrati, ed è proprio questo che ci ha fatto innamorare.

Per questo motivo che l’innamoramento è uno stato inconscio, pura meccanicità, non come l’amore che è uno stato di coscienza elevato e non una semplice reazione meccanica subconscia.

E ciò che non vediamo è che, prima sottilmente, e poi aggressivamente, noi faremo di tutto per manipolare il nostro innamorato/innamorata affinché si adatti a a recitare il ruolo che il nostro subconscio ha già prestabilito per lui o per lei.

Li comincia la lotta per potere…
Per chi dei due l’avra vinta sull’altro.

Tutto questo non accade in Amore, dove ognuno invece è lasciato libero di essere se stesso, e questo significa che, se si vuole vivere in amore, bisogna vivere anche in consapevolezza, liberi da ferite, liberi da bisogni inconsci, liberi dalle emozioni negative, liberi da sogni, da proiezioni ed illusioni. 

L’amore e la consapevolezza non sono gratis e serve molto lavoro per realizzarli in noi stessi.
Al contrario dell’innamoramento che è meccanico ed inconscio.

L’inconsapevolezza dell’essere umano è così profonda che lo si nota dal fatto che ci si preoccupa così tanto di innamorarsi e di far innamorare qualcuno, quando invece il nostro mondo interiore, e cioè, ciò che dovremo offrire ad un altro, è fondamentalmente malato.
Si continua imperterriti a mettere il carro davanti ai buoi sperando che tutto funzioni e che tutto vada bene.

L’anima è un picco luminoso di solitudine e di beatitudine. 
Per questo che, chi vive identificato nel corpo. non può capire il desiderio e il piacere della solitudine.
Chi vive identificato nel corpo, ha bisogno degli altri corpi, e vive schiavo dei bisogni del proprio corpo, della mente e delle emozioni. 
Per questo che sente il bisogno di usare i corpi degli altri per trovare soddisfazione e sentirsi appagato, momentaneamente appagato.
Non conosce ancora la gioia dell’anima.
Non conosce il piacere della vera libertà.
Liberazione è passare dalla coscienza del corpo, una coscienza vincolata al solo corpo, alla coscienza dell’anima.
Serve trovare un certo equilibrio: nutrire il corpo coscienza tramite le relazioni, e nutrire l’anima in solitudine.
Un po’ da soli e un po’ con gli altri.
EQUILIBRIO.

Roberto Potocniak

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